Andy Warhol, Ladies and Gentlemen (Wilhelmina Ross), 1975, acrylic paint and silkscreen ink on canvas. Italian private collection © 2020 The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc. / Licensed by DACS, London

Mondo – Per la prima mostra dedicata a Andy Warhol dopo 20 anni di assenza del re della Pop Art dalle sale della galleria londinese, la Tate propone una chiave di lettura intima e personale dell’icona americana celebre per i suoi iconici dipinti simbolo della cultura americana, dalle bottiglie Coca-Cola ai ritratti di Marilyn Monroe.
Attraverso un centinaio di opere realizzate durante la sua straordinaria carriera, la rassegna, in programma dal 12 marzo al 6 settembre, punta a sottolineare come le esperienze vissute da Warhol abbiano contribuito a modellare la sua interpretazione della cultura del XX secolo, posizionandolo nel mutevole panorama creativo e politico nel quale ha lavorato.

Nato Andrew Warhola, cresciuto a Pittsburgh da genitori emigrati da un piccolo villaggio nell’ex Repubblica cecoslovacca, l’artista subì l’influenza della forte religiosità di sua madre, Julia Warhola, con la quale visse per gran parte della sua vita, e che influenzò in modo significativo il suo lavoro. Anche la sessualità dell’artista sarà un tema esplorato dalla mostra, come si evince da una selezione di suggestivi disegni e ritratti di nudi maschili degli anni Cinquanta. Queste opere andranno a comporre un intimo abbinamento con il film Sleep 1963 – una delle prime sperimentazioni cinematografiche di Warhol che racconta il sonno del suo amante, il poeta John Giorno, durato 5 ore e 20 minuti – per evidenziare il modo collaborativo in cui Warhol ha lavorato con figure esterne al mondo dell’arte al fine di creare una più ampia comprensione di ciò che l’arte avrebbe potuto rappresentare.

Opere chiave del periodo pop, come Marilyn Diptych 1962, Elvis I e II 1963/1964, Race Riot 1964, saranno poste in dialogo con la cultura, la politica americana contemporanea. I visitatori potranno sperimentare l’installazione galleggiante Silver Clouds del 1966, inizialmente concepita per segnalare il “ritiro” dell’artista dalla pittura per abbracciare il cinema. D’altronde “i buoni affari sono l’arte migliore”. Warhol ne era convinto.

L’esposizione lascerà spazio a una serie di incursioni dell’artista nell’editoria e nella televisione, mettendo in risalto la sua abilità di pittore e colorista in una sala interamente dedicata alla serie Ladies and Gentlemen del 1975, mai presentata nel Regno Unito. Le ultime opere di Warhol degli anni Ottanta, come la commovente Sixty Last Suppers del 1986 – in mostra alla Tate Modern per la prima volta nel Regno Unito – saranno messe in relazione con la scomparsa prematura dell’artista e con l’AIDS che forte impatto ha avuto anche sugli amici della sua cerchia ristretta.

A cura di Gregor Muir, Fiontán Moran e Yilmaz Dziewior e Stephan Diederich, la mostra è organizzata dalla Tate Modern e dal Museo Ludwig di Colonia in collaborazione con la Galleria d’arte dell’Ontario di Toronto e con il Dallas Museum of Art.